Un convegno per celebrare il musicista, il pianista, l’uomo
Catania, 18 aprile 2026 – ore 17.45
Centro Studi Laboratorio d’Arte — Via Caronda, 316

La Fondazione Lelio Luttazzi porta a Catania un convegno dedicato a uno dei protagonisti più luminosi della cultura musicale e dello spettacolo italiano del Novecento. Compositore, pianista, direttore d’orchestra, uomo di radio e televisione, attore, regista e scrittore: Lelio Luttazzi (Trieste, 1923 – 2010) ha attraversato un intero secolo con eleganza, ironia e un talento che non conosceva confini di genere.
Sei interventi — sei sguardi diversi — per restituire la complessità e la ricchezza di un artista che ha saputo coniugare il rigore della forma con la libertà del jazz, la leggerezza della canzone con la profondità del pensiero. Moderatore: il giudice Santino Mirabella. A chiudere il convegno, la moglie Rossana Luttazzi.
GLI INTERVENTI
« Canto ma non sono stonato »
Il linguaggio del jazz e dello swing innestato nella struttura armonica della canzone italiana.
Ne parla Giuseppe Lazzaro Danzuso, giornalista e scrittore.
« L’Italia della radio »
Come Lelio Luttazzi cambiò il modo di raccontare la musica attraverso il microfono.
Ne parla Nicola Savoca, giornalista.
« Il piano non troppo forte »
L’autodidatta Luttazzi e il suo pianoforte: un’amicizia lunga tutta una vita.
Ne parla Mario Spinnicchia, pianista e docente presso l’Istituto Musicale V. Bellini di Catania.
« L’altro Lelio »
Un musicista nelle arti varie: dal cinema al varietà, da Antonioni a Dino Risi.
Ne parla Rita Gari Cinquegrana, docente di Storia dello Spettacolo, critico teatrale e Presidente del Teatro Stabile di Catania.
« L’eleganza della versatilità »
Il mondo di Lelio Luttazzi e quello che è venuto dopo: eredità, influenza, attualità.
Ne parla Roberta Hilde Lo Re, scrittrice e studiosa.
« L’illazione »
Quando la (in)giustizia si fa sequestro di Stato: il capitolo più oscuro e più kafkiano di una vita straordinaria.
Ne parla Santino Mirabella, scrittore e magistrato — moderatore del convegno.
Il convegno si chiuderà con le parole di Rossana Luttazzi, moglie del Maestro e custode della sua memoria.
Il convegno è aperto a tutti — studiosi e curiosi, musicologi e semplici appassionati — perché Luttazzi stesso non ha mai creduto che la cultura fosse roba da pochi. Un pomeriggio per capire meglio un artista che, attraversando generi e linguaggi con naturalezza disarmante, ha lasciato un’impronta sulla musica, sulla radio, sulla televisione e sul cinema italiani che ancora oggi si sente.
LELIO LUTTAZZI
Trieste, 27 aprile 1923 – Trieste, 8 luglio 2010. Musicista, pianista, direttore d’orchestra, presentatore televisivo, attore, regista, scrittore. A tredici anni ascolta per la prima volta Armstrong e il jazz diventa per lui la lingua della libertà. Da Milano a Roma, dalla radio alla televisione — Studio Uno con Mina, Giardino d’inverno con le gemelle Kessler — e poi il cinema, da Antonioni a Dino Risi. Nel 2009, a ottantasei anni, accompagna Arisa al pianoforte all’Ariston: standing ovation. Una carriera lunga sessant’anni, guidata da quello che lui stesso chiamava, con la consueta understatement, «il suono della gentilezza».


